Leandro Summo

Leandro Summo / Visual Artist

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LEANDRO SUMMO (b.1990) – New media artist

Il terreno di ricerca è circoscritto all’ambito della computer art e dell’arte elettronica che lo portano a rielaborare e sperimentare le potenzialità espressive e comunicative dei new media e di dispositivi mutuati da altri linguaggi, come quello del suono e della musica dal vivo, operando anche sull’intersezione tra arte e scienza.

Nelle sue opere, immagini e immaginario si fondono alle suggestioni di musica, suoni e parole e prendono vita nell’animazione, trascinati dalla fluidità di un senso del tempo, di volta in volta espanso, contratto o moltiplicato. Suggeriscono così una percezione diversa, più attiva ed intensa, sul piano del corpo e dei sensi.

Intessuta dalla dimensione mobile ed incorporante dell’evento, l’arte elettronica sollecita nell’osservatore una partecipazione emotiva, mentale, fisica, fino a “trasportarlo” all’interno dell’opera, in una dimensione immersiva e interattiva, rendendolo protagonista dei suoi funzionamenti e delle strategie sollecitate dall’artista stesso.

Protagonista è sovente la luce: Summo si concentra sulle sue caratteristiche essenziali nello spazio, con un approccio sempre più affine a una estetica matematica.

Risultato è che, nelle sue opere, non è ammesso individuare confini tra spazio e tempo, tra autore e fruitore, tra musica e architettura ma si è portati teleologicamente a giungere a un’esperienza percettiva unica: creare un superamento interattivo dell’espressività digitale nel quale soggetto, oggetto e la materialità delle opere o delle performance si fondono nel continuum di un multi-tasking estetico-sensoriale.

Fin dagli esordi, ha portato avanti una ricerca coerente e mirata a progetti di arte elettronica di respiro internazionale, seguendo sempre due categorie di riferimento essenziali per questo dispositivo: metamorfosi e metafora. La produzione di video, videoinstallazioni, spazi immersivi e interazioni con il pubblico, evidenziano la piena volontà dell’artista di trasmigrare dall’immobilità al movimento, dall’oggetto all’immaterialità, dal compiuto al modificabile, dal silenzio al suono, dal dato fisico alla fluidità, dalla materia all’evento, dalla contemplazione alla partecipazione, dal visibile all’invisibile.

Questa coerenza e qualità della ricerca lo hanno portato a guadagnare importanti riconoscimenti, grazie a collaborazioni con mostri sacri del panorama della musica elettronica e in esperienze ibride che lo gli faranno guadagnare, nel 2014, il premio della critica Coge e Vezer per il GlowFestival. E’ l’anno in cui fonda “DualBit”, studio e società di produzione multimediale, per lui una breve parentesi perché, dal 2017 si concentrerà nuovamente ed esclusivamente sulla ricerca nell’ambito delle arti visive e performative contemporanee, suggellando questa ritorno con un progetto nato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia della Puglia e il Teatro Pubblico Pugliese per il Museo MArTA di Taranto, intitolato “Ode A Taranto” e un altro – “Sounds and lights from the sacre” a Palazzo Lanfranchi di Matera – commissionato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata in linea con l’esperienza “Terre e territori” installazione per la Cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi (Av) commissionata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali.

Tra le esperienze internazionali, menzioni meritano il “Fiumano Fine Art – Four” di Londra nel 2016 e la partecipazione a “The Wrong-New Digital Art Biennale” a San Paulo (Brasile) nell’Homeostasis Lab Pavilion( 2016) a cura di David Quiles Guilló. Nel 2018 sarà all’LPM Festival al Mattatoio di Roma. La più recente partecipazione è nel 2019, a Matera per “Apollo Soundtrack”, un’installazione video immersiva intitolata dallo stesso nome per Brian Eno, Roger Eno & Daniel Lanois con Icebreaker, prodotta grazie al contributo del gruppo Leonardo e della società e-GEOS (Telespazio e Agenzia spaziale italiana.) in collaborazione con la Fondazione Matera 2019, un mix tra arte elettronica, scienza e musica dal vivo che sembrano siglare la cifra stilistica di Leandro Summo e quell’amore per la simbiosi con la musica colta e dal vivo, rivelatasi già nel 2015 con la progettazione simbiotica delle scenografie digitali per Madama Butterfly per il “Traetta Opera Festival” e “AMI Fest IV”, in collaborazione con “Japan Apulia Festival” di Tokyo.

Giusy Caroppo – Alexander Larrarte

 

 

LEANDRO SUMMO (b.1990) – New media artist

The research field is limited to the area of computer art and electronic art, which leads Summo to rework and experience the communicative and expressive potential of new media and devices borrowed from other languages, such as sound and live music, working also on the intersection between art and science.

In his works, images and imagery blend with the suggestions of music, sounds and words and come to life in animation, dragged by the fluidity of a sense of time, constantly expanded, contracted or multiplied. They thus suggest a different perception, more active and intense, on the level of body and senses.

Woven from the mobile and incorporating dimension of the event, the electronic art solicits in the observer an emotional, mental, physical participation, up to the point where the observer get transported inside the work, in an immersive and interactive dimension, making him the protagonist of its operations and strategies solicited by the artist himself.

Light is often the protagonist: Summo focuses on its essential characteristics in space, with an approach increasingly similar to a mathematical aesthetic.

The result is that, in his works, we are not allowed to identify boundaries between space and time, between author and user, between music and architecture, but we are carried teleologically to reach a unique perceptive experience: to create an interactive overcoming of digital expressiveness in which subject, object and materiality of works or performances blend in the continuum of an aesthetic-sensorial multi-tasking.

Since the beginning, he has carried out a coherent and targeted research into electronic art projects of international scope, always following two essential categories of reference for this device: metamorphosis and metaphor. The production of videos, video installations, immersive spaces and interactions with the public, highlights the artist’s full will to transmigrate from immobility to movement, from object to immateriality, from completed to modifiable, from silence to sound, from physical data to fluidity, from matter to event, from contemplation to participation, from the visible to the invisible.

The consistency and the quality of his research have led him to earn important awards, thanks to collaborations with the sacred monsters of the electronic music scene and in hybrid experiences that will earn him, in 2014, the critic Coge and Vezer award for the Glowfestival.

It is the year in which he founds “Dualbit”, a study and multimedia production company; a brief parenthesis because from 2017 he will focus again and exclusively on the research in the field of visual and performative contemporary arts, sealing this return with a project born in collaboration with the “Soprintendenza Archeologia della Puglia” and the “Teatro Pubblico Pugliese” for the “MArTA Museum” of Taranto, named “Ode a Taranto”; and another one, “Sounds and lights from the sacre” in “Palazzo Lanfranchi” in Matera, commissioned by the “Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata”, in line with the experience “Terre e territori”, an installation made for the cathedral of Sant’Angelo dei Lombardi, commissioned by the Ministry of Cultural Heritage and Activities.

Among the international experiences, are worthy of mention the “Fiumano Fine Art – Four” in London in 2016 and participation in “The Wrong-New Digital Art Biennale” in San Paulo (Brazil) in the Homeostasis Lab Pavilion (2016) curated by David Quiles Guilló. In 2018 he will be at the LPM Festival at the “Mattatoio” in Rome.The most recent participation is in 2019, in Matera for “Apollo Soundtrack”, an immersive video installation called by the same name for Brian Eno, Roger Eno and Daniel Lanois with Icebreaker, produced thanks to the contribution of the Leonardo group and the company e-GEOS (Telespazio e Agenzia spaziale italiana) in partnership with the “Fondazione Matera 2019”; a mix of electronic art, science and live music that seem to mark the stylistic signature of Leandro Summo and his love for symbiosis with cultured and live music, revealed in 2015 with the symbiotic design of digital sets for Madama Butterfly for the “Traetta Opera Festival” and “AMI Fest IV”, in collaboration with “Japan Apulia Festival” in Tokyo.

 

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